ALTAMURA

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La nostra azienda affonda le sue radici nella storia e nella cultura della città di Altamura, famosa in tutto il mondo per la qualità ed il gusto dei suoi prodotti da forno. Altamura, la Leonessa di Puglia, è a poco più di 40 km da Bari e a 19 km da Matera. Secondo una leggenda, la città fu fondata dalla regina dei Mirmidoni, Althea. Tra il VI e il III secolo a.C. venne costruita una cinta muraria (le mura megalitiche), di qui il nome di alta-mura. La città rinacque grazie all’opera dell’imperatore Federico II di Svevia che fece costruire una grande Cattedrale, una delle quattro basiliche imperiali in Puglia. Durante il Risorgimento, Altamura fu sede di una violenta insurrezione. Dopo l’unificazione d’Italia, divenne il capoluogo provvisorio della Puglia.

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Fu costruita da Federico II di Svevia per devozione alla Madonna nel 1232 contemporaneamente alla fondazione della città. In seguito ad un disastroso terremoto, la Cattedrale fu ricostruita nel 1316. Di grande valore d’arte sono il rosone, capolavoro della scultura pugliese del ‘300, ed il portale gotico, probabilmente dei primi anni del ‘400, trionfo di decorazioni e sculture, inserito in un protiro aggettante appoggiato su due leoni in pietra, rifatti nel 1533, posti a guardia dell’ingresso alla Cattedrale. Sugli archi del portale sono scolpite 22 scene della vita di Gesù, dalla nascita alla morte e resurrezione.

i CLAUSTRI

I CLAUSTRI sono tipiche piazzette o larghi che si aprono sulle vie principali del centro storico di Altamura. Essi rappresentano una tipologia urbanistica singolare di Altamura, risultante dal cortile greco e dal vico a budello arabo. Dal latino claustrum deriva il significato di chiuso infatti è senza via d’uscita. Esso inizia con un ingresso a strettoia e spesso con un arco che può essere chiuso da un portone, per aprirsi in uno spiazzo di forma rettangolare o quadrata irregolare.

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L’Uomo di Altamura è lo scheletro intero ed integro di una forma arcaica di Homo neanderthalensis scoperto il 3 ottobre 1993.

la SCOPERTA

La grotta viene scoperta dal CARS (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche) nel 1989, in seguito a diverse campagne di scavo, gli speleologi di Altamura entrano nel sistema carsico a settembre del 1993. Durante una delle esplorazioni all’interno della grotta, l’Uomo di Altamura viene scoperto casualmente il 3 ottobre 1993 da Lorenzo Di Liso, Marco Milillo e Walter Scaramuzzi, all’epoca membri del gruppo speleologico del Club Alpino Italiano di Bari. Con sentenza del TAR di Bari, il Giudice ritiene scopritori entrambi le parti sia il CARS che Di Liso, Milillo e Scaramuzzi. La scoperta è avvenuta nel pozzo carsico, costituito da un sistema di grotte piuttosto complesso, di Lamalunga, nei pressi di una lama, che si presenta come una valle allungata, delimitata da numerose collinette dall’aspetto tipico della murgia di Altamura, in Puglia. Durante la fase esplorativa alcuni componenti del Cars rinvennero il giacimento, di cui il reperto costituisce la “punta di diamante”. Sul versante rivolto alla valle di una di queste collinette, si apre l’accesso che conduce all’interno della grotta a circa 8 metri di profondità. Tutte le grotte di questo tipo manifestano, attraverso aperture (inghiottitoi) in superficie, che possono rimanere pervie o obliterarsi in alternanza di periodi più o meno lunghi, la capacità di raccogliere al loro interno materiali che vengono trasportati dallo scorrimento superficiale delle acque meteoriche. Così si spiega la presenza di numerosi resti (taluni molto voluminosi), di fauna anch’essa molto antica. L’interesse del paleoantropologico “Uomo di Altamura” deriva da numerosi fattori quali la spettacolarità naturalistica dell’intero complesso rappresentato dalle ossa nell’ambiente carsico concrezionate, la completezza dello scheletro, e la morfologia richiamata.

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L’origine del “pane di Altamura” è legata al territorio della Murgia. La prima testimonianza del pane di Altamura risale al I sec. a.C. e si trova nelle Satire del poeta Orazio che ne apprezzò la sua qualità definendolo come “Il più buon pane che avesse mai assaggiato”. Nel passato ogni famiglia era solita preparare il pane a casa e portarlo in un forno comune per cuocerlo. Per distinguere le diverse pagnotte, il fornaio marchiava il pane con le iniziali del capofamiglia. Come previsto dal disciplinare: “Il Pane di Altamura è un prodotto di panetteria ottenuto dal rimacinato di semola di grano duro, ricavato dalla macinazione di grani duri delle varietà “appulo”, “arcangelo”, “duilio” e “simeto” prodotte nel territorio delimitato nel disciplinare di produzione, da sole o congiuntamente in ragione almeno dell’80 %, purché prodotte nel medesimo territorio. Il prodotto si ottiene secondo l’antico sistema di lavorazione che prevede l’uso di lievito madre o pasta acida – sale marino – acqua”.

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